Biscotti

martedì 23 maggio 2023

Il Pappamondo

 


Senza commento.

martedì 25 aprile 2023

Mariupol

Mariupol, detta anche in italiano, Mariopoli, fu fondata nel 1778 e cresciuta grazie anche all'arrivo di popolazione greca proveniente dalla Crimea. Inizialmente (1778-79) si chiamava Pavlovs'k, e dal 1948 al 1989 (fino alla caduta del blocco orientale quindi) fu ribattezzata Zdanov, per poi riprendere il vecchio nome. Era la terza città dell'Ucraina per popolazione.
Siamo in una zona che l'Unione Sovietica, dopo avere sterminato gli ucraini durante l'Holodomor, ripopolò con coloni russi. La vicina città di Tahanrih è stata direttamente annessa alla Russia con la sua provincia nel 1925, e ribattezzata Taganrog.
Già occupata dai nazisti nel 1941, Mariopoli è stata poi occupata dai russi, dapprima nel 2014 subito dopo il furto russo della Crimea, ma la città era stata ripresa, poi, dopo l'invasione putiniana di febbraio 2022, con una feroce battaglia conclusasi il 20 maggio 2022. La città, distrutta e spopolata, è stata inserita nel nuovo distaccamento coloniale moscovita, che ha iniziato la sua ricostruzione.
Bandiera di Mariopoli

fonte immagine
Mariopoli, città costiera sul Mar Nero, oltre ad avere un ruolo importante nel commercio del grano era nota per la produzione di acciaio e per l'ingegneria pesante; è stato nelle acciaierie Azov che si è conclusa la battaglia contro l'invasore.
In città abbiamo il Teatro dell'arte drammatica dell'oblast di Donec'k, la Torre Vecchia, il Museo delle tradizioni locali di Mariupol, e tra le chiese ve ne erano tante dedicate a Maria, in buona parte distrutte dal regime comunista nel 1934 e 1936, assieme alla chiesa cattolica costruita dalla comunità italiana.
A partire dal 1989 è iniziata la costruzione di nuove cattedrali, ma adesso sembra iniziato tutto daccapo, con lo stesso mostro coloniale stragista che continua a tornare ciclicamente, attraverso i secoli, come si è visto per esempio nel caso della Moldavia.



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martedì 4 aprile 2023

Caravelli (12.09.1930 - 01.04.2019)


Il 1° aprile era l'anniversario della scomparsa del grande maestro Caravelli (Claude Vasori).
EDIT: Ho aggiornato il post sulla scomparsa di Caravelli del 2019, il video ("Caravelli - Temptation") non era più visibile, ne ho inserito uno postato in rete da poco.

giovedì 23 marzo 2023

Mandato di arresto per Putin

 

Fonte immagine: Open

Il presidente russo Vladimir Putin è stato raggiunto da un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale dell'Aja per la deportazione illegale in Russia di migliaia di bambini ucraini; stesso mandato di arresto anche per Maria Alekseyevna Lvova-Belova, commissaria del Cremlino per i diritti dei bambini (!). Putin adesso rischia l'arresto se mettesse piede in uno dei 123 Stati che hanno ratificato l'accordo col Tribunale, tra cui non ci sono però gli Stati Uniti e la Cina; quest'ultima ha anzi già protestato. Va ricordato che l'ex-presidente serbo Slobodan Milosevic, dopo un cambio di governo, venne consegnato alla Corte ...
Attenzione però: si sta indagando anche su altri crimini di guerra ...

lunedì 13 marzo 2023

Nuovi fotomontaggi

 

 


 Due nuovi fotomontaggi per sorridere un pò ...

venerdì 10 febbraio 2023

Giorno del ricordo 2023

 


Senato della Repubblica

Eventi e turismo in Friuli-Venezia Giulia

Una rosa per Norma Cossetto

Cognomi italiani slavizzati in Istria e Dalmazia

La lista degli oltre 1000 deportati ed infoibati di Gorizia

Pola città perduta ; "La città dolente" (1948) ; L'Arena di Pola

Giovanni Palatucci ricordato a Bologna

La Voce del Popolo: articolo 1  articolo 2
S'informano i gentili lettori che tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 94 della Legge sui media elettronici approvata dal Sabor croato (G.U./N.N. 111/21) viene temporaneamente sospesa la possibilità di commentare gli articoli pubblicati sul portale e sui profili sociali La Voce.hr.

Unione Italiana  Italiani di Montenegro

C'era una volta la Venezia Giulia  Negazionisti trinariciuti

Tele Capodistria Radio Capodistria Tv Nova 1 Tv Nova2

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Da https://it.wikipedia.org/wiki/Esodo_giuliano_dalmata :

Nel corso della riunione del consiglio dei ministri del 12 novembre 1866 l'imperatore Francesco Giuseppe delineò compiutamente in tal senso un piano di ampio respiro:
«Sua Maestà ha espresso il preciso ordine che si agisca in modo deciso contro l'influenza degli elementi italiani ancora presenti in alcune regioni della Corona e, occupando opportunamente i posti degli impiegati pubblici, giudiziari, dei maestri come pure con l’influenza della stampa, si operi nel Tirolo del Sud, in Dalmazia e sul Litorale per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno. Sua maestà richiama gli uffici centrali al forte dovere di procedere in questo modo a quanto stabilito.»

(Francesco Giuseppe I d'Austria, consiglio della Corona del 12 novembre 1866[6][7].)

Questi furono gli effetti di tale editto tra il 1866 ed il 1918:

  1. espulsioni di massa (oltre 35 000 espulsi dalla sola Venezia Giulia nei soli primi anni del Novecento, fra cui moltissimi provenienti da Trieste. (…)
  2. deportazione in campi di concentramento (un numero oscillante fra 100 000 e 200 000, a seconda delle stime, di deportati durante la prima guerra mondiale, (…);
  3. impiego di squadracce di nazionalisti slavi nell'esercizio massivo della violenza contro gli Italiani con innumerevoli atti di violenza, attentati, aggressioni, omicidi ecc. Queste azioni incontrarono spesso la sostanziale tolleranza delle autorità o comunque non furono represse con efficacia;
  4. repressione poliziesca;
  5. immigrazione di slavi e tedeschi nei territori italiani favorita dalle autorità imperiali, per favorire la progressiva "sommersione" degli autoctoni Italiani;
  6. germanizzazione e slavizzazione scolastica e culturale (chiusura delle scuole italiane, cancellazione della toponomastica ed onomastiche italiane, proibizione della cultura italiana in ogni sua forma: fu molto grave in particolare la questione scolastica in Dalmazia);
  7. privazione o limitazione dei diritti politici (le elezioni in Dalmazia videro pesantissimi brogli a favore dei nazionalisti slavi; comuni retti da Italiani furono sciolti dalle autorità austriache ecc.);
  8. limitazione dei diritti civili (scioglimento d'associazioni politiche, culturali, sindacali, persone arrestate o condannate per futili motivi ecc.), formalmente motivata spesso dal pretesto della lotta all'irredentismo;
  9. cancellazione degli antichi enclavi italiani in territori "nevralgici", ad esempio vedasi i pogrom anti-italiano di Innsbruck di inizio 1900 contro negozianti e studenti di lingua italiana (Fatti di Innsbruck).
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