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mercoledì 20 aprile 2022

Il Genocidio Circasso

Uno dei primi esempi della famigerata "pulizia etnica" fu compiuto nell'Ottocento dall'esercito russo ai danni delle popolazioni del Caucaso settentrionale, con centinaia di migliaia di persone trucidate, violentate, deportate, esiliate, vendute sul mercato degli schiavi, con percentuali di calo delle singole popolazioni che variarono dal 74 al 100%.
Ad oggi la Georgia è l'unico stato al mondo ad avere riconosciuto questo tragico evento, mentre i nazionalisti russi della zona continuano ogni anno a celebrare il giorno della deportazione circassa, il 21 maggio, come il giorno della "Sacra Conquista". La Russia nega decisamente il genocidio dei circassi, considerandolo "
come propaganda anti-russa fomentata dall'occidente e dal governo georgiano", propaganda pietosa già in atto per l'invasione dell'Ucraina ed altre vicende.
Da fine Settecento la Russia zarista decise di espandersi nel Caucaso, e la cosa non fu sempre pacifica.
La Circassia nel 1750

fonte immagine
La pagina di Wikipedia relativa spiega tutto con dovizia di particolari: i primi scontri si verificarono già dal 1763, ma dal 1816 l'esercito russo "
cominciò a utilizzare tattiche d'assassinio, rapimento ed esecuzione su intere famiglie circasse (...) inoltre cominciò anche a bruciare i campi coltivati e le riserve di cibo dei villaggi".
Oltre a ciò, tagliarono foreste, costruirono strade e ... fecero arrivare coloni russi o filo-russi. I generali dell'esercito russo rifiutarono le proposte di pacificazione, “per raggiungere la gloria e le ricchezze che le terre del Caucaso offrivano che, nel caso le popolazioni circasse fossero rimaste, sarebbero state molto più difficili da controllare”.
Dal 1862, pianificata l'espulsione delle popolazioni circasse dalle terre nelle quali vivevano da secoli, e nel nord della Circassia le popolazioni si arresero alle truppe russe ed emigrarono nell'Impero Ottomano, mentre al sud non si arresero, e ricominciò la politica di sterminio di intere famiglie; ogni resistenza fu stroncata senza pietà, fu un mare di sangue, che arrivavò a macchiare i prati. Tutto quello che si trovava nei villaggi veniva bruciato; dopo una o due settimane le truppe russe ritornavano e sterminavano che era ritornato nei villaggi. Molte persone scapparono, altre morirono a Soci aspettando la deportazione. Un generale russo parlò di "sterminare metà della popolazione circassa per fare in modo che l'altra metà deponga le armi".
"Si calcola", continua Wikipedia, "che il totale dei circassi uccisi o deportati dai territori russi è stato tra il 90% e il 97% della popolazione originaria totale".
Di Ubykh, Zhaney ed Hatuqways rimase in zona lo zero per cento, degli Sciapsughi scomparve il 99,339% ... c'è una tabella molto eloquente nella citata pagina di Wikipedia, ed altre informazioni ancora per esempio in questa pagina. Ma contemporaneamente l'operato russo snazionalizzò anche Crimea e Kuban.
I Circassi espulsi si stabilirono in varie zone (ma la convivenza non fu sempre pacifica, e li si dovette cacciare dalla Bulgaria), ma perlopiù in Anatolia, proseguendo i loro vecchi dialetti, ma l'ultimo parlante ubykh è morto il 7 ottobre 1992 (storia simile a quella dei livoni). La lingua è stata comunque documentata, e
"gli stessi ubichi si stanno interessando nuovamente alla loro vecchia lingua".
Ma perchè divertirsi nel parco giochi solo nell'Ottocento? Nel 1944, durante la guerra, Stalin cominciò a deportare le popolazioni rimaste, con la deportazione di Karachay, ceceni, ingusci, calmucchi, balcari ... Nel 2004, il Parlamento Europeo ha qualificato l'evento come genocidio.
I
superstiti poterono tornare negli anni cinquanta, ma gli Ingusci dovettero scontare l'ostilità degli Osseti che si erano insediati al loro posto, e che mantennero il
Distretto di Prigorodny nei propri confini. "Alla fine di ottobre del 1992, decine di migliaia di Ingusci vennero costretti a lasciare le loro case nel Distretto di Prigorodny", e da allora vivono in campi profughi. In più, uno scambio di territori con la Cecenia, accompagnato da qualche tensione, ha nel 2018 ridotto il territorio della repubblica, e si parla di unificazione con la Cecenia, mentre la zona rimane tra quelle a forte tensione.
Intanto, in Ucraina, le stesse pratiche di sterminio già adoperate dalle truppe zariste prima e sovietiche poi, proseguono ad opera della nuova Russia di Putin, ad opera di generali già conosciuti per la loro opera sanguinaria in Siria e Cecenia.

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