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giovedì 12 febbraio 2026

Giorno del ricordo 2026

 

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Comune di Trieste

Cognomi italiani slavizzati in Istria e Dalmazia:

"(...) un vecchio amico di cognome Terlizzi (...) mi ha raccontato di alcuni membri della sua famiglia emigrati dalla Puglia a Ragusa di Dalmazia ai primi del Novecento ed ora completamente croatizzati. Ora si chiamano Terlizzich. Il mio amico si meravigliava del fatto che non parlano quasi l'italiano (e nemmeno il dialetto pugliese) e che si sentono "croati" al punto di rigettare in parte la loro origine italiana (anche se sotto sotto, mi diceva il mio amico, si sentivano molto legati alla cultura ed alla societa' italiana).

Quello che maggiormente mi ha colpito e' la croatizzazione del loro cognome : un "ch" aggiunto al cognome Terlizzi (che sarebbe una piccola cittadina vicino Bari) li ha resi slavi di colpo!

(...) Ai preti slavi che nel secolo passato l'Austria aveva chiamato in Istria, era facile compilare una fede di nascita in latino (usando magari anche errate forme di ablativo) e portare cognomi come Micheli, Fabbri, Lauri, Marini alle forme Michelis, Fabbris, Lauris, Marinis: ed era il primo passo. In un secondo momento quei cognomi, trattati da impiegati pure slavi, diventavano senz'altro Marinich, Fabbrich, Laurich, Michelich. E quale contadino po­teva avere argomenti da opporre a un prete prima e ad uno scrivano poi che in modo così elegante, giovandosi addirittura del latino, andavano alte­rando cioè slavizzando il suo cognome ? (...)".
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La lista degli oltre 1000 deportati ed infoibati di Gorizia
Una rosa per Norma Cossetto
Pola città perduta ; "La città dolente" (1948) ; L'Arena di Pola
La Voce del Popolo - Fiume
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Da https://it.wikipedia.org/wiki/Esodo_giuliano_dalmata :

Nel corso della riunione del consiglio dei ministri del 12 novembre 1866 l'imperatore Francesco Giuseppe delineò compiutamente in tal senso un piano di ampio respiro:
«Sua Maestà ha espresso il preciso ordine che si agisca in modo deciso contro l'influenza degli elementi italiani ancora presenti in alcune regioni della Corona e, occupando opportunamente i posti degli impiegati pubblici, giudiziari, dei maestri come pure con l’influenza della stampa, si operi nel Tirolo del Sud, in Dalmazia e sul Litorale per la germanizzazione e la slavizzazione di detti territori a seconda delle circostanze, con energia e senza riguardo alcuno. Sua maestà richiama gli uffici centrali al forte dovere di procedere in questo modo a q
uanto stabilito.»

(Francesco Giuseppe I d'Austria, consiglio della Corona del 12 novembre 1866[6][7].)

Questi furono gli effetti di tale editto tra il 1866 ed il 1918:

  1. espulsioni di massa (oltre 35 000 espulsi dalla sola Venezia Giulia nei soli primi anni del Novecento, fra cui moltissimi provenienti da Trieste. (…)
  2. deportazione in campi di concentramento (un numero oscillante fra 100 000 e 200 000, a seconda delle stime, di deportati durante la prima guerra mondiale, (…);
  3. impiego di squadracce di nazionalisti slavi nell'esercizio massivo della violenza contro gli Italiani con innumerevoli atti di violenza, attentati, aggressioni, omicidi ecc. Queste azioni incontrarono spesso la sostanziale tolleranza delle autorità o comunque non furono represse con efficacia;
  4. repressione poliziesca;
  5. immigrazione di slavi e tedeschi nei territori italiani favorita dalle autorità imperiali, per favorire la progressiva "sommersione" degli autoctoni Italiani;
  6. germanizzazione e slavizzazione scolastica e culturale (chiusura delle scuole italiane, cancellazione della toponomastica ed onomastiche italiane, proibizione della cultura italiana in ogni sua forma: fu molto grave in particolare la questione scolastica in Dalmazia);
  7. privazione o limitazione dei diritti politici (le elezioni in Dalmazia videro pesantissimi brogli a favore dei nazionalisti slavi; comuni retti da Italiani furono sciolti dalle autorità austriache ecc.);
  8. limitazione dei diritti civili (scioglimento d'associazioni politiche, culturali, sindacali, persone arrestate o condannate per futili motivi ecc.), formalmente motivata spesso dal pretesto della lotta all'irredentismo;
  9. cancellazione degli antichi enclavi italiani in territori "nevralgici", ad esempio vedasi i pogrom anti-italiano di Innsbruck di inizio 1900 contro negozianti e studenti di lingua italiana (Fatti di Innsbruck).
Da https://www.facebook.com/groups/55436512288/posts/10162889173272289/ :
"(...) Al noto proclama di Cecco Beppe, si aggiunge un opuscolo -molto più grave del proclama- distribuito ai militari del neo- costituito esercito del Regno di Iugoslavia nel 1922 (...)  intitolato: (...) "Quello che devo sapere come soldato": (...) "Mai dobbiamo dimenticare che oltre 500mila dei nostri migliori fratelli si trovano sotto la signoria degli italiani, queste bestie." De Gasperi nel 1947 a Parigi, avrebbe dovuto esibire questi documenti per smentire le falsità del boia Tito. Il disegno genocida contro gli italiani, di fatto era presente ben prima dell'avvento del ventennio, lo si deduce dall'uso della terminologia utilizzata dall'esercito iugoslavo. Definire il nemico con il sostantivo "bestie " , equivale a disumanizzarlo, renderlo un essere abbruttito che si può annientare senza alcuna remora, perché trasformata in non persona, simile all'animale e, quindi, massacrabile con un genocidio".
Revocare l'onoreficenza a Tito.
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lunedì 9 febbraio 2026

La Unione Europea Occidentale

 

L'Unione Occidentale (o Organizzazione del Trattato di Bruxelles) fondata nel 1948 da Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo fu la prima alleanza militare tra stati europei; i firmatari collaboravano nel campo della difesa, nonché in campo politico, economico e culturale.
Riporta Wikipedia che, durante la Guerra di Corea del 1950-1953, "
il quartier generale, il personale e i piani del braccio di difesa della UO, la Western Union Defence Organization (WUDO), furono trasferiti alla nuova NATO", fondata nel 1949; nel frattempo fallì il progetto della Comunità Europea di Difesa (1952), ma il progetto di una difesa comune non scomparve: nel 1954 Italia e Germania Ovest furono invitate ad entrare nell'Unione Occidentale, che divenne Unione Europea Occidentale (UEO), modificando il precedente Trattato di Bruxelles.
Continua Wikipedia, "
prevedeva un segretariato generale, un consiglio dei ministri, un'assemblea consultiva e un'agenzia di controllo degli armamenti, con funzione di controllo sulla produzione di armi negli Stati membri".
Negli anni la UEO contribuì a ristabilire un clima più disteso tra gli stati europei ed a risolvere il problema della Saar
Tra 1973 e 1984 l'alleanza subì un periodo di appannamento; dal 1984 si cercò di rivitalizzarla, anche attraverso una serie di trattati, e tra 1988 e 2001 l'UEO svolse alcune "
missioni umanitarie, di mantenimento della pace, di ripristino della pace" nel Golfo Persico e nei Balcani.
Dal 2001 invece l'UEO è stata mano a mano assorbita dall'Unione Europea (UE), ex-Comunità Europea, che prese in carico le missioni precedentemente citate, fino ad essere soppressa nel 2011; difatti tuttora ci sono accordi di mutua difesa tra gli stati europei. 
Ma non solo: già dal 2001, col Trattato di Nizza, "
La difesa collettiva, in origine di competenza dell'UEO, è ora entrata a far parte delle competenze" della NATO.
È cronaca di questi giorni come l'Europa abbia sbagliato a delegare la propria difesa alla NATO, e quindi principalmente agli Stati Uniti, dopo gli attacchi frontali del presidente USA Trump a tutta l'Europa, arrivando a minacciare un attacco militare alla Danimarca (già invasa da Hitler nel 1940) per predare la Groenlandia. L'Europa è apparsa divisa e capace solo di deboli reazioni, e la NATO sembra oramai sorpassata, in una situazione internazionale più che mai tesa.
Per colmare il vuoto si è creato un nucleo di cosiddetti "Stati Responsabili", ossia Francia, Germania ed Inghilterra, quest'ultima non più parte dell'Uniore Europea, che oramai stanno costituendo una alleanza triangolare. L'Italia invece finora ondeggia e fa quasi due parti in commedia. 
Viene da chiedersi se, in questa situazione, sarebbe possibile ricostituire la UEO, partendo da questo primo nucleo e con l'adesione di altri Stati, senza legarla strettamente all'Unione Europea (ed al potere di veto di determinati Stati), ed in modo da poter accogliere anche Stati non UE come Gran Bretagna (Inghilterra, appunto), Ucraina e la stessa Groenlandia.
Fonti dell'articolo: Wikipedia, Enciclopedia Treccani, AGI.
Nel video ad inizio articolo, una interessante intervista a Garry Kasparov, già campione mondiale di scacchi ed oppositore russo in esilio, tratta dal canale "Studi Ucraini".

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